La Carovana della pace della “Banda Bassotti” non si arresta

Diffondiamo un testo di Romanova Polina, pubblicato in data: 1/10/2014 sul sito del partito comunista dei lavoratori russi.

Quest’oggi il gruppo musicale italiano “La Banda Bassotti” è partito da Mosca per tornare in patria ma quello che è riuscito a fare deve trovare una sua continuazione fino a quando la guerra contro il fascismo non si concluderà con la vittoria contro di esso. Ultimamente avevamo pubblicato sul nostro sito le dichiarazioni del gruppo e il comunicato stampa dell’unico concerto che si sarebbe tenuto a Mosca. La Banda Bassotti con il viaggio in Russia ha voluto dare un esempio concreto delle sue intenzioni. “La Carovana della pace” viaggiando verso la Novorossija ha dato concerti itineranti lungo il percorso. Qualcuno tra i malpensanti sicuramente dirà:
“Ecco, in Novorossija non ci sono arrivati e invece di promesse sì che ne avevano fatte…”.

Io da testimone posso dire questo: il gruppo era intenzionato ad esibirsi in Novorossija a costo di passare il confine prendendo i sentieri battuti dagli animali che attraversano i territori che si trovano sotto continuo fuoco nemico. Erano pronti, con i loro strumenti musicali sulle spalle ed equipaggiati militarmente, nel caso si fosse trovato un accompagnatore. Questo non è successo, ma quella loro determinazione, parlando personalmente, mi è parsa impressionante. Questi ragazzi e i giornalisti che li accompagnavano hanno dato prova di tale coraggio che a stento riesco a trovarne di simil sorta nel mio cerchio d’amici più cari.
Fino all’ultimo momento hanno atteso il lasciapassare per attraversare la frontiera russa anche solo per il tempo necessario di dare il concerto.
I miliziani di Lugansk hanno provveduto a fornirli un pullman per arrivare fino al posto di ritrovo. A Lugansk e in tutte le località limitrofe lungo il confine, le persone attendevano con grande speranza e riconoscenza il concerto di questa “Banda Bassotti”. Tutti i componenti della “carovana della pace” (di cui facevano parte anche giornalisti stranieri provenienti dalla Grecia, dalla Spagna, dai Paesi Baschi, accompagnatori del ROT FRONT (РОТ ФРОНТ), del RKRP-KPSS (РКРП-КПСС) e membri del KPRF (КПРФ) ) hanno cercato di trovare ogni via possibile per uscire dal vicolo cieco in cui erano incappati, mettendosi in contatto anche con personalità militari molto influenti per ricevere il lasciapassare necessario ad attraversare il confine russo.
Quando sono scaduti tutti i termini ed è sfumata ogni speranza di raggiungere anche solo Lugansk si è deciso di dare il concerto nel centro città di Donec’k nella regione di Rostov, in piazza, proprio non lontano dalla statua di Lenin. Qui, in tutto il suo splendore, sostenuta da un’apparecchiatura musicale all’avanguardia, si è realizzata una vera e propria favola musicale che ha del’ eroico.
Senza alcun preavviso ma soltanto attirati dal suono della musica, sono arrivati moltissimi abitanti del posto. Intere famiglie con i bambini, persino le anziane casalinghe si sono fermate incapaci di resistere al turbinio di emozioni che suscitava la musica; numerosi gruppi di giovani si sono buttati in pista per ballare.
Non mi è possibile trasmettere con le parole ciò che abbiamo vissuto.
Io personalmente ho visto un’anziana donna che è rimasta in piedi con la sua busta della spesa durante tutto il concerto, riuscire a farsi largo tra la gente per andare a ringraziare il solista. Moltissimi ragazzi, vinto l’imbarazzo, sono accorsi a chiedere autografi o a farsi una foto per ricordo; il tutto mentre nascevano poetici discorsi in una lingua che fondeva l’italiano, lo spagnolo, l’inglese e il russo. L’atmosfera di festa ha invaso tutta la piazza e quando il gruppo ha lasciato il palco per dirigersi verso la statua di Lenin, tutta la piazza si è diretta con loro. Si è addirittura avvicinata una guardia di frontiera e con tono di scuse ha detto:
“Capiteci, noi purtroppo senza alcun’ autorizzazione non possiamo fare nulla…”.
Le persone anziane con le lacrime agli occhi hanno ringraziato per le meravigliose emozioni positive che il gruppo ha portato dopo un così lungo periodo buio, un periodo nel quale un sorriso è divenuto merce rara. E così, tutta la folla unita con il gruppo ha scandito a gran voce: “Il fascismo non passerà! Non passerà!”.
Ci è voluto molto tempo prima che la folle iniziasse a disperdersi, tutti volevano un altro bis e semplicemente non volevano lasciarli andare via, benché si fosse fatto molto tardi e si sarebbe dovuto ritornare con il buio. Per il grande pubblico è stata una grande sorpresa scoprire che dopo il concerto, il gruppo davanti alla presenza dei giornalisti ha consegnato agli organi ufficiali della milizia i ricavati raccolti durante i concerti di beneficenza (una somma piuttosto consistente in euro) e una serie di beni primari per i volontari (sacchi a pelo, cuffie da mettere sotto gli elmi, medicinali, ecc.); una tale quantità di beni che il gruppo ha portato con se sacrificando parte del proprio bagaglio personale. Effettivamente, quando ci siamo incontrati, mi ero molto sorpresa che portassero una così grande quantità di bagagli e soltanto in quel momento capii che tutte quelle cose erano per i combattenti e che il gruppo era disposto a sacrificarsi al massimo per portare il più possibile per coloro che dovevano combattere e sopravvivere in quelle terre. Tutto questo dimostra chiaramente come la carovana abbia raggiunto il suo fine ultimo, senza considerare il fatto che anche una parte della milizia popolare, seppur piccola, è riuscita ad assistere al concerto.
Questo è solo un appunto che scrivo di getto ora che le mie impressioni sono ancora fresche e vivide nella mente. Spero che le registrazioni del concerto e delle interviste vengano pubblicate presto; interviste alle quali il gruppo ha sempre acconsentito di dare a chiunque avesse avuto qualcosa da chiedere. Perfino in tarda notte, all’arrivo all’aeroporto di Mosca poco prima della partenza verso casa, senza curarsi della stanchezza accumulatasi, il gruppo ha dato un’intervista collettiva per i siti ROT FRONT(РОТ ФРОНТ) e RKRP-RPK (РКРП-РПК): questo per trasmettere quanto più velocemente e in larga scala la loro opinione e l’appello perché vengano inviati quanti più aiuti possibili e quanto più sostegno al popolo del Donbass impegnato nella guerra al fascismo.
Quindi, a tutti gli antifascisti del mondo: aiutate i combattenti antifascisti!
Fino alla completa vittoria contro il fascismo! Per questo sono stati fatti questa serie di concerti e per questo sono stati fatti tanti appelli sul palco. Perché così come dice una vecchia canzone sovietica: se tutte le persone della terra saranno per la pace, il FASCISMO NON PASSERA’!